La proposta Ruffili degli anni 80 potrebbe essere ancora utile.
Roberto Ruffilli, giurista e senatore DC, su "Il Popolo" del 30 settembre 1983 disse: "Le norme istituzionali debbono soddisfare sia l'esigenza di mettere in grado l'elettorato di scegliere uomini e programmi di Governo, con il superamento dei limiti del sistema elettorale proporzionale, sia l'esigenza di mettere in grado il Governo di decidere e il Parlamento di controllare". "La regola fondamentale della liberaldemocrazia è quella della maggioranza. Questa impone che la maggioranza sia messa in grado di formarsi e di funzionare"
Prima che riuscisse a convincere tutti, della bontà della sua proposta di riforma elettorale, le BR lo uccisero.
La proposta prevedeva l'elezione di camera e senato a doppio turno. Nel primo turno i partiti si presentavano da soli con il sistema proporzionale. Prima del secondo turno si formavano le coalizioni tra partiti che si sarebbero presentati agli elettori con un programma di governo. In questo modo i cittadini conoscevano prima del secondo turno programmi e squadra di governo. E' un sistema elettorale che darebbe a ciascun partito la possibilità di presentarsi con idee e candidati propri, votati con le preferenze, e nello stesso tempo garantirebbe la governabilità grazie al secondo turno che prevede il premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 50% più 1 dei voti validi.
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