17/05/13

Verso Nord, Diego Bottacin


Inutili i piagnistei: i governatori saranno credibili se avranno il coraggio di cambiare
10 Regioni e via gli statuti speciali
Bottacin: «Zaia faccia suo il nostro progetto di legge e lo sottoponga alla Convenzione per la riforma cella Costituzione»

Il delinearsi dello strano asse Nord-Sud, Sel-Lega a difesa delle Regioni è la più chiara espressione di resistenza passiva di fronte a cambiamenti ormai inevitabili. I presidenti di Puglia e Veneto, rispettivamente Nichi Vendola e Luca Zaia si trovano d’accordo nel tentativo di riportare nei territori delle Regioni virtuose sotto il profilo dei conti, i fondi bloccati dal patto di stabilità interno.

«Da un punto di vista di principio, è ineccepibile», afferma il capogruppo di Verso Nord, Diego Bottacin. «Tuttavia, o queste iniziative si accompagnano a un progetto coraggioso e radicale di riforma (riduzione drastica delle Regioni e superamento statuti speciali)  oppure domani le dichiarazioni dei governatori saranno già assimilate alle molte chiacchiere inutili e un po’ patetiche dei tanti amministratori che protestano per i tagli paventati o operati dal governo. Di fatto le Regioni sono già moribonde e il processo di riaccentramento in corso darà loro il colpo di grazia».

«Se pensiamo, infatti, di mantenere 19 Regioni e 2 Province Autonome così come sono, statuti speciali inclusi», prosegue Bottacin, «possiamo stare certi che nella sostanza non arriveranno al 2014, come ha ricordato Vendola. E’ necessario accorpare le Regioni più piccole dimezzandone il numero complessivo e superare l'attuale sistema delle autonomie e degli Statuti Speciali. Al presidente Zaia ricordo che è fermo in Consiglio Regionale un progetto di legge nazionale d'iniziativa regionale, che ho presentato più di un anno fa e che prevede un sostanzioso dimagrimento del sistema regionale. Lo invito a farlo suo perché diventi la proposta che i governatori delle regioni italiane sottopongono al premier Letta e al ministro Quagliarello, incaricato di definire la Convenzione per la riforma della costituzione».

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