05/06/13

E' nato il Movimento "RIGENERARE LA DEMOCRAZIA".

DOCUMENTO POLITICO
“La buona parola: una possibilità per crescere”
Questa crisi, prima che finanziaria, economica, politica, è una crisi di cultura e di valori, alla radice della quale c’è un diffuso atteggiamento di egoismo individualistico, di persone e di gruppi, che pervade anche la classe politica e impedisce di perseguire il bene comune. 
Occorre prendere atto che i partiti così come li conosciamo oggi si sono auto-delegittimati, per colpa di dirigenti politici schiacciati dai loro stessi errori: l'ambizione di trasformare i partiti in monarchie assolute; le decisioni cadute dall’alto; il mancato rispetto delle minoranze e di chi non si omologa; la concezione dell'altro come strumento e non come persona; la sottovalutazione della Politica, come se fosse cosa che si può improvvisare; una pratica politica di contrapposizione e delegittimazione reciproca che divide il Paese.
Le risposte sono due, alternative: o la disperazione e il rifugio in se stessi, o un rinnovato impegno, dove occorre che ognuno faccia la sua parte, a cominciare dalle comunità locali. 
NOI ABBIAMO SCELTO: vogliamo spenderci per favorire il dialogo e l’impegno comune, vogliamo contribuire a ritrovare un nuovo clima di civiltà e di serenità. Come in una grande famiglia, vogliamo partire da chi oggi è il più debole - anche perché, da soli, siamo tutti più deboli. Siamo la prima generazione degli ultimi 60 anni a stare peggio di quella precedente, ma è illusorio aspettare qualche “uomo della provvidenza”: da questa crisi ne usciremo solo facendo squadra, come i nostri padri nel 1948.
RIGENERARE LA DEMOCRAZIA è un Movimento che nasce per superare l’attuale situazione di partiti e movimenti che – dividendoci – hanno consentito ad altri per troppo tempo di governare in vece nostra, con risultati disastrosi per l’Italia e per noi. Partendo da UDC e Scelta Civica, ma al tempo stesso considerando esaurita la loro funzione – per come oggi li conosciamo – e guardando avanti in una ottica di fusione in un unico Partito, sollecitando il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le componenti popolari, riformatrici ed europeiste.
Noi vogliamo vedere l’opportunità che questa nuova fase rappresenta: uno spazio per proporre la nostra alternativa, da protagonisti, convinti che il tessuto connettivo di ogni moderna democrazia si costruisce attraverso la partecipazione di tutti alla vita della comunità e il rafforzamento di un’etica pubblica basata su principi tanto semplici quanto vitali. Il primo di essi è il rispetto per la dignità di ciascuno: il nascituro e il moribondo, l’italiano e il migrante, il bisognoso e il benestante, il lavoratore e l’imprenditore; il secondo è il rispetto delle regole nelle istituzioni e nella società; il terzo è la solidarietà che deriva dall’appartenenza ad un’unica comunità nazionale e dalla necessità di affrontare insieme la crisi, ripensando e investendo su una nuova visione dello Stato sociale.
Sta a noi, a partire dalle autonomie locali, formarci come nuova classe dirigente, costruttiva, di qualità e "in rete", unita da un grande progetto politico per rigenerare la democrazia con una nuova idea di partito, che recuperi il ruolo fondamentale di strumento di partecipazione popolare al governo della Cosa Pubblica, dove gli amministratori siano servitori del popolo, e non viceversa: l’idea di un partito moderno, con una struttura snella, trasparente, popolare, democratica, radicata territorialmente. Consapevoli, come ci ha ricordato il Presidente Napolitano, che “non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta”. 
Questo il nostro impegno:
1. rendere effettiva la partecipazione di tutti alla vita politica del Paese, tenendo sempre al centro l’uomo, la dignità di ogni uomo. Troppi individualismi = poco bene comune;
2. ridurre i costi della politica, che va intesa come servizio e non come professione per la vita;
3. semplificare il rapporto fra cittadini e amministrazione, non solo a livello politico ma a tutti i livelli;
4. dare un codice etico alle rappresentanze istituzionali che comporti anche sanzioni adeguate in caso di mancato rispetto; sostenere la trasparenza per favorire la democrazia e ridurre la corruzione;  
5. procedere verso un’integrazione internazionale sempre più stretta, in condizioni di parità con gli altri Stati. Verso un’Europa politica e culturale, oltre che economico-finanziaria.

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