22/08/13

TASSE Cambiano i nomi, non la sostanza. Bottacin: «Unica modifica utile è diminuire la pressione fiscale»

Cambiare nome per non cambiare niente, nel solco del più tradizionale gattopardismo italiano. Diego Bottacin, esponente veneto di Scelta Civica e capogruppo in Regione di Verso Nord commenta così i recenti annunci di ministri e sottosegretari sul fronte delle tasse. «Se fossimo in un Paese normale, potremmo permetterci il lusso di rimodulare la pressione fiscale. Ma oggi in Italia il problema siamo in una situazione per cui dovremmo solo eliminare delle imposte e ridurne delle altre. Non mi sembra ci siano reali alternative».
Invece, prosegue Bottacin, «noto che la classe dirigente italiana si diletta in giochini tautologici. Quindi il governo vuole trasformare l’Imu in Service Tax, come se le parole inglesi comportassero magicamente una diminuzione delle imposte, la tassa rifiuti è diventata Tares e il vice ministro Catricalà chiede di caricare il canone Rai nella bolletta dell’Enel. Quello di cambiare nome alle cose ma di lasciare la sostanza invariata è un artificio stucchevole».
«Vogliamo sapere dal Presidente del Consiglio Letta», chiede Bottacin, «di quanto riuscirà a diminuire l’insostenibile pressione fiscale italiana che, ricordo, è la più alta dei paesi Ocse in particolare per quanto riguarda i produttori di ricchezza, ovvero imprese e lavoratori. In secondo luogo chiedo a Letta come e dove ha intenzione di tagliare la spesa pubblica improduttiva che grava come un macigno sul nostro presente e sulle future generazioni».
Infine, nota l’esponente di Scelta Civica Veneto citando i dati offerti dall’Agenzia delle Entrate, «se è vero che nel 2012 sono stati incassati 12,5 miliardi di euro dall’evasione, quanti di questi tornano nelle tasche di imprese e cittadini sotto forma di riduzione dell’imposizione fiscale? Se invece, come  dicono i dati della Guardia di Finanza negli ultimi dodici anni a fronte di un’evasione rilevata pari a circa 800 miliardi ne sono stati recuperati, cioè incassati solo 70, allora siamo di fronte a una gigantesca operazione di propaganda. Perché significa che l’economia è allo stremo e il recupero dell’evasione viene utilizzato non nella logica del circolo virtuoso, cioè per abbassare le tasse a chi le paga, ma solo come frustino mediatico da parte dell’Agenzia delle Entrate».

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